martedì 25 marzo 2014

Scala in marmo



25 tonnellate di pietra bianca e bluastra provenienti dalla regione intorno a Carrara sono stati assemblati dal designer Mark Humphrey per creare questa fantastica scala con il titolo „Final encore“ (ultimo bis) il quale  si sarebbe ispirato alle uscite degli attori davanti al sipario per l’applauso ( così come loro si tengono "per mano" dei dischi in marmo che si alternano di colore)





Le parti bianche scaricano il peso sul fondo, quelle bluastre sono state appese in mezzo tramite colla e giunti metallici.


Non solo la bellezza del materiale è straordinaria.





La forma stessa è, nel vero senso della parola, sconvolgente: essa ha un qualcosa di animalesco, ricorda un po’ un drago.










tratto da: http://www.stone-ideas.com/

giovedì 6 marzo 2014

Pizzi in marmo


Che nella lavorazione del marmo ormai non ci sia più limite è un dato di fatto e ne è esempio pratico Praticia Urquiola che usa il materiale lapideo per decorare e separare elegantemente ambienti ricavando dei meravigliosi pizzi nel marmo.

Grazie alla sua fantasia il marmo pesante e duro, diviene leggero destando stupore e dimostrando chiaramente che la rielaborazione di un materiale "difficile" e pregiato ne celebra il valore.

lunedì 17 febbraio 2014

Centro di Alti Studi Musicali di Anton Garcia Abril



"Opera, interamente concentrata sull’impressionante parete lapidea “a griglia”che si erge sul parco, formata dall’intreccio di enormi frammenti di granito montati uno sull’altro in un inquietante quanto apparente disordine strutturale, riunisce in una sintetica visione il primordiale megalitico paesaggio galiziano con il caos e il disordine della città contemporanea."


Centro di Alti Studi Musicali di Anton Garcia Abril

"Opere come queste, e numerose altre,  sono frutto dell’intelligente esplorazione di nuovi percorsi, l’architettura di pietra si è ormai tolta la maschera e mostra un volto proteiforme che rivela una disponibilità totale a mutare il proprio punto di vista. E’ come se questo materiale si fosse aperto a una revisione permanente che lo rende straordinariamente idoneo a nuovi linguaggi. La pietra non è più il materiale eterno, portatore di valori immutabili, ma partecipa, attraverso il pensiero libero delle nuove generazioni di architetti, ai mutamenti sempre più rapidi e imprevedibili del nostro tempo."

Vincenzo Pavan

venerdì 14 febbraio 2014

Citazioni



"Usare la pietra nelle nostre case può sembrare oggi una scelta atipica, ma è la materia che rappresenta la nostra memoria, la vita di ogni giorno. Nella contemporaneità architettonica che vede l'Olanda patria dei nuovi materiali, la Spagna impegnata nelle nuove sperimentazioni formali e il Giappone luogo dove i grandi progettisti sperimentano l'uso di cartone, bambù o carta di riso per costruire, noi italiani abbiamo bisogno di ritrovare la nostra immagine architettonica contemporanea, a mio avviso anche attraverso l’uso della pietra. Con la pietra potremo ricostituire il sodalizio tra l’architettura e la qualità del vivere, così come era ed è nelle migliori architetture del mondo".

arch. Massimiliano Caviasca

giovedì 13 febbraio 2014

ANNUNCIO DI LAVORO


Travertini e Pietre cerca promoter per le aree scoperte.

La figura che stiamo cercando dovrà essere capace di relazionarsi con progettisti e studi tecnici ed essere in grado di creare nuovi contatti con essi.

Per info inviare mail a info@travertiniepietre.it o telefonare al 0574946501

lunedì 10 febbraio 2014

Giallo siena

Il Giallo Siena ha aspetto eterogeneo per la presenza di venature a granulometria variabile o per locali mutazioni cromatiche con dei riflessi avorio, al grigio fino al rossastro.

Materiale lapideo dal colore unico, considerato tra i più belli d’Italia, è impiegato per rivestimenti e pavimenti interni, intarsi e mosaici, statuaria, restauri architettonici e artistici.

Tracce del suo utilizzo sono presenti sin dai primi del '500 e lo troviamo nelle pievi di Pieve a Scola, di Pernina e Marmoraia, nel Duomo di Siena, nelle Logge del Papa, nelle Logge della Mercanzia, sempre a Siena. Ma anche a Firenze (Santa Maria del Fiore) e ad Orvieto (Duomo); e se le varietà più bianche venivano un tempo usate come ornamenti per esterni e pietre da costruzione come conci, quelle più gialle erano utilizzate per realizzare motivi ornamentali, come si può ammirare nei mosaici pavimentali del duomo di Siena.



Di anno in anno però l'uso di questo materiale è andato sempre diminuendo e il numero delle cave si è ridotto di anno in anno. Se nei primi anni del 900 infatti erano innumerevole le cave da cui si estraeva, negli anni 70 si passò rapidamente da quasi 300 a circa 60 fino ad arrivare ai giorni nostri con meno di 10.



“Dalla Montagnola giungono inoltre pregevoli marmi bianchi e colorati; le masse marmoree di maggiore importanza sono quella di Montarrenti […] e quella di Marmoraia. In questo luogo, ed altrove […], sono numerose cave, tanto di marmo bianco, quanto del rinomato giallo di Siena […]”.           Francesco Rodolico, Le pietre delle città d’Italia, Firenze, Le Monnier, 1953